Nella Color Pie e filosofia dei colori, è dato oramai quasi per scontato che il Nero rappresenti l’egoismo puro, la ricerca del Potere fine a sè stessa, utilizzando gli altri come Opportunità per appropriarsene. Ma è davvero questo il caso? O meglio: siamo sicuri che non si tratti davvero dell’identità del Nero, ma della sua natura più perversa e deviata? Come potrebbe apparire un Nero sano ed integrato?
Secondo la mia opinione, il Nero è fondamentale per scardinare le ipocrisie del mondo e scuoterlo, cercando le stesse contraddizioni che altri colori, come il Bianco (soprattutto nelle sue forme più perverse), possono generare. Nuova Phyrexia ne è un chiaro esempio: Tutto Diverrà Uno. Che cosa sarà? Non sarai di certo tu a deciderlo - lo imporrò io su di te, con le parole o con la forza. Niente Rosso, niente scelta, niente Libertà. Solo valori e credenze imposte dall’alto. Chi può metterli in discussione, se non il Nero?
Quanto ironico che si tratti di una carta Rossa?
Dopotutto, il Nero cerca risposte in luoghi che altri colori considerano tabù - esplorando aspetti della realtà con cui gli altri si rifiutano, o hanno paura di indagare. Eppure questi concetti fanno parte della realtà, cosa che il Nero capisce bene, come capisce che è ipocrita ed incompleto nasconderli sotto al tappeto. Il Nero ha ben poco interesse a seguire regole imposte che per lui non hanno senso - ed esistono sicuramente regole e dogmi che non permettono all’individuo di fiorire e diventare la versione migliore di sè, ma lo costringono, reprimono ed umiliano sotto un’illusione condivisa.
Secondo l’immaginazione popolare, Orzhov è un’oligarchia basata sullo sfruttamento di molti. E se Bianco/Nero fosse la risposta al pericolo di cecità morale del Bianco, e brutalità del Nero? Per il Bianco, il sacrificio di molti può essere giustificato dal mantenere la Pace e l’Ordine. Ma è davvero questo un modo efficace di risolvere un conflitto, sapendo che i bisogni individuali saranno schiacciati da un controllante pugno di ferro? Il Nero può ridisegnare completamente il senso stesso del conflitto.
Secondo l’immaginazione popolare, Rakdos è un culto violento e sadico volto alla soddisfazione cieca dei propri impulsi più primordiali. E se Rosso/Nero fosse una combinazione estremamente comprensiva e non-giudicante? Immaginate un affamato che ruba un pezzo di pane. Per aver causato disturbo dell’Ordine pubblico, viene buttato in una prigione Bianca. Chi meglio di Rosso/Nero potrebbe capirlo? “La necessità fa l’uomo ladro”, direbbe il Nero. “Mi sento disgustato dalla sua incapacità di scegliere, perchè avere fame non è una scelta”, direbbe il Rosso. Guarderebbero le condizioni di quel ladro - non la sua accusa. “Quale condizione lo ha portato a morire di fame?”, potrebbero chiedersi Rosso e Nero. “è questa la grande difesa dei più deboli esasperata dal Bianco?”, potrebbero continuare. E se Rakdos fosse una forza pura che cerca Libertà, Autenticità e prosperità in un mare di ipocrisie?
Ai posteri l’ardua sentenza.
