Hasbro licenzia 1100 dipendenti

mi ricordate l’acronimo di IP? so che è sinonimo di franchise ma non ricordo i termini precisi

Veramente è inglese ;^^ Intellectual Property, alias Proprietà Intellettuale, alias i brand in proprio possesso banalmente

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intanto mi sbaglio o si sono dati una calmata con gli spoiler?
dopo l’abbuffata di espansioni di quest’anno si saranno accorti che stavano esagerando?

Beh si sono resi conto che una successione così repentina ha bruciato l’hype, cioè per esempio il set del doctor Who chi se lo è filato? incastrato tra set standard set de il signore degli anelli, mazzi commander vari, boh ciao. E si sono iniziati a lamentare (cosa più importante) i commercianti e trader, per invenduto e spike mancati per il continuo vomito di nuove che carte che non sai valutare e quindi prezzare adeguatamente e magari ci perdi pure perché magari ne vendi di “scarse” che un mese dopo sono forti e ci perdi, spesso un sacco di soldi che loro ci investono.

Aggiungo mio opinioni basate sul niente.
Sul lato magic:

  • troppi release impossibili da metabolizzare
  • gli UB han già stufato: lotr ha venduto un sacco, ma senza la lotteria dell’Anello la gente si è resa conto che era semplicemente un set piuttosto mediocre da draftare
  • interesse quindi sgonfiato per Doctor Who che deve aver underperfomato
  • Eldraine e Caverns set belli ma underpowered (sopratutto Cavern). Lo standard continua ad essere morto, il draft se lo filano in pochissimi anche per le scelte della wotc che puntano solo sui set booster

Sul lato D&D:

  • nulla cosmico in questi mesi, release mediocri che hanno anche lanciato controversia sull’IA art utilizzata in alcuni casi
  • prima si cavalcava l’onda del film e di simili mosse pubblicitarie, ma ora non si è fatto niente se non Baldur’s Gate 3. Che da un lato tira D&D… dall’altro la gente sta a giocare a Baldur e non di ruolo
  • sta nuova espansione che deve arrivare non ha senso di esistere e se ne stanno accorgendo tutti
  • invece di prendersi tempo per fare qualcosa di sensato, gli sviluppatori devono pushare il content il più in fretta possibile per l’anniversario del 2024, anche se sarà una gran merda
  • da quello che ho capito Critical Role si sta sempre più distaccando dalla wotc e sta testando i propri sistemi

Previsioni:

  • appena introdurranno le nuove buste draft si registrerà un aumento dei guadagni (e grazie al cazzo perchè per fare gli stessi draft di prima la gente spenderà di più)
  • questo aumento durerà solo un trimestre, quello successo si tornerà in calo

Hasbro oltre ad avere già licenziato 800 dipendenti a inizio anno, l’andamento del 2023 si è rivelato peggiore anche delle loro stime più negative e questo li ha spinti a voler licenziare, da adesso e nel corso dei prossimi mesi, altri 1100 dipendenti. Inoltre hanno fatto sapere che non rinnoveranno il contratto di affitto della loro storica sede a Providence quando scadrà nel 2025.

Anche se la maggior parte di questi licenziamenti riguarderanno la parte amministrativa e logistica dell’azienda ed in particolare quella legata al settore della produzione e vendita di giocattoli, questi tagli interesseranno anche il mondo dei giochi di ruolo e di carte. Alcuni personaggi di spicco dei team Dungeons & Dragons e Magic the Gathering saranno licenziati, tra cui citiamo in particolare Mike Mearls (uno dei “padri fondatori” di D&D 5E), Dan Dillon, Eytan Bernstein e Amy Dallen.

Molti sono scioccati dal fatto che Mike Mearls, uno dei lead designer di D&D assieme a Jeremy Crawford, sia stato licenziato, ma ci teniamo a fare presente che da circa 3 anni a questa parte Mike Mearls non era più attivo come parte del Team D&D ed era passato a lavorare nel Team MtG. Inoltre negli annunci fatti in merito la Hasbro ha confermato che sia MtG che D&D stanno continuando a fruttare in maniera estremamente positiva e si è fatta menzione di una volontà di voler consolidare e dare priorità a pochi marchi di successo, piuttosto che avere molte linee dal futuro incerto.

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Mearls in realtà è stato accantonato tempo fa per via di uno scandalo riguardante delle molestie sessuali. Il timone lo ha preso in mano Crawford da tempo.
Speriamo in bene. Da un lato adoro la 5e, Mearls ha fatto un lavoro sopraffino con le regole base. Dall’altro lato il bilanciamento di classi&sottoclassi lasciava un po’ a desiderare.
Crawford ha padroneggiato il design delle sottoclassi dopo anni di lavoro a mio avviso, ma a volte se ne esce con certi pensieri sulle regole base e sul ruolo delle classi che mi fanno accapponare la pelle.

Sulla questione giocattoli, vorrei far riflettere su una cosa: perchè non investire gli asset della Hasbro nel produrre giocattoli e gadget legati a D&D e magic?
Siamo nel 2023 e secondo la Hasbro io devo ancora segnarmi la scheda personaggio su un foglio di carta. Se sono un caster devo continuamente cancellare e riscrivere gli slot magie che spendo ad ogni sessione. Dopo 5 sessioni il foglio di carta è da buttare.
Se vado su Etsy e altri siti amatoriali trovo mille “schede” realizzate con legno o simili materiali e l’ausilio di pulsanti o leve o pallottoli da abaco per segnare le mie risorse. Pure personalizzabili per le diverse classi! Perchè la Hasbro non può produrre qualcosa del genere?
E ci sono altre mille cose. Esistono siti che permettono di produrre miniature personalizzate. La Hasbro non può inventarsi qualcosa del genere?

Su magic avrei le mie opinioni (incredibilmente sono positive) ma quasi quasi apro un thread apposta per commentare i set di quest’anno.

Sul punto dei giocattoli concordo in parte, è corretto che dopo poco tempo i pezzi di carta sono facilmente “distrutti” o illeggibili.
Accade anche in giochi più facili di D&D (quindi con meno variabili), penso ad esempio al buon vecchio HeroQuest o altri.

Meno applicabile è la parte di utilizzo degli asset aziendali per la produzione di questi prodotti stile “on Demand” dei siti amatoriali.
Il problema è che non puoi convertire rapidamente una macchina che esegue un determinato prodotto a produrne un altro senza un buon investimento iniziale o senza complicare la logistica di quello o di altri prodotti.
Ovvero, Immagina una macchina per lo stampaggio plastica.
produce un prodotto perchè ha uno stampo dedicato per quello specifico prodotto.
Per produrre un prodotto diverso (fosse anche solo una forma semplice come mattoncino tipo Lego leggermente più grosso) devi rifare lo stampo base, facilmente composto da due o più parti.
progettare/costruire/montare sulla macchina un nuovo stampo/formato è un (piccolo) investimento.
Stoccare in magazzino tutti gli stampi ed mantenerli è un altro costo.
Attrezzare la macchina (cambiare lo stampo comporta il blocco della produzione, lo spreco della materia plastica già in macchina ed complicazioni sulla logistica dei prodotti/pianificazione delle produzioni) è un costo.

Di contro, una volta messo il tutto a regime, il costo del pezzo di plastica in una economia di larga scala è una inezia, quello che conta maggiormente è il costo della manodopera della linea, specialmente in produzioni di piccoli lotti.

Quanto costa per una grande azienda stampare un foglio di carta? Quanto costa un template o una pagina di manuale che puoi fotocopiare/stampare a tue spese?

Una grande azienda è molto più lenta a cambiare il tipo di prodotto che può produrre, c’è una sorta di inerzia.
( E in più, non dicevamo già che c’erano troppi prodotti di MTG, ad esempio? XD )

Un piccolo produttore con una stampante 3D invece può accontentarsi di produrre piccoli lotti e mantenere un catalogo di oggetti molto più ampio/con rotazione dei contenuti o che possono evolvere molto più facilmente nel tempo.
Un piccolo produttore può anche accontentarsi di un mercato estremamente di nicchia e di una semplice entrata secondaria. Creare il prodotto non è spesso il suo reddito primario e può avere mesi senza produzione.
Un piccolo produttore molto spesso sottovaluta il suo costo orario nel ideare/fare/ripulire un oggetto/imballarlo o portarlo in Posta per la spedizione (invento, solo per dare una idea).
potrebbe anche essere che il prodotto base lo ha realizzato per sè stesso, in quanto appassionato, e che poi lo realizzi anche per altri, con un costo di setup veramente basso.

Quello che difficilmente può fare un piccolo produttore da solo è scalare il suo business, in quanto non gli sarà possibile produrre pezzi sopra un quantitativo limite imposto dai macchinari a sua disposizione o dal suo tempo fisico di pulire/dipingere/imballare e spedire un oggetto.

La terza strada è quella che Hasbro (come altri produttori) cerca di fare con il suo HasLab, ovvero con delle campagne tipo Kickstarter, dove prova a realizzare un prodotto che immagina possa avere un mercato “medio”.
Prova la campagna per vedere se ci sono gli estremi per far partire il tutto e se è sicura di avere Domanda, Margine ed Opportunità allora si procede con la realizzazione del prodotto come ad esempio fatto per la nuova versione di HeroQuest.
Se il prodotto non parte, l’investimento è stato minimo ed può essere facilmente riassorbito.

Ad esempio con la HasLab ci sono oggetti per il coslay a tema MTG ( mi ricordo il guanto di Chandra, ad esempio) o a tema Action Figures, etc.

Ovviamente, ma se dopo 40 anni i tuoi prodotti non vendono più, che senso a tenerli? Belli gli stampi di plastica che hai, ma ormai i bambini sono felici imbambolati davanti allo smartphone e la tua plastica non la comprano più.
Dato che se il settore è in perdita e continuerà ad essere in perdita, non vale la pena svecchiarlo? Andare su nuove nicchie di clienti che invece le tue cose le comprebbero?

Questo che c’entra? MTG ha troppi prodotti perchè se ogni mese escono 300 carte, la gente non riesce a starci dietro, non solo monetariamente ma anche a livello di attenzione, tempo di valutazione e di playtest.
Se la wizards insieme al manuale del giocatore di D&D mi rilascia anche delle schede di plastica contarisorse e una schermo del DM con segna-iniziativa incorporato, che product fatigue mi genera?

Si, ho estremizzato per passare l’esempio ma penso che queste nicchie di mercato siano troppo piccole per dare sostentamento a un gigante come Hasbro nel lungo periodo o che vengano saturate in fretta qualora Hasbro entrasse nel mercato.
Un manuale di D&D magari è un contenuto Core per poter giocare e lo comprano 100 persone, un’avventura base ha già meno vendita perché posso scriverne una come DM e lo comprano già solo 70 persone, un’avventura di alto livello la comprano ancora meno persone perché serve un party di alto livello e lo comprano 40 persone, e così via.

Il segnapunti non è fondamentale per il gioco ma è un nice to have.
Il segnapunti lo usa un giocatore caster affezionato, che vuole continuare a giocare per molto tempo, con un gruppo di amici stabile e che voglia fare un po’ di “pimp” e che ha disponibilità economica per acquistarlo.

Hai ragione che bisogna svecchiare la linea di prodotti ma a quel punto, se non puoi sostituire le grosse produzioni di pezzi fisici con altre componenti fisiche, giocattolo A per giocattolo B, allora licenzi metà dei dipendenti operai perché non ti servono più… che è quello che la EvilCorp… ehm… Hasbro ha fatto per Natale.

Il primo passo di Cocks(o come si chiama) per svecchiare l’azienda è stato licenziare i dipendenti.

Sul punto della product fatigue, tutto quello che hai a catalogo deve essere sugli scaffali, altrimenti il consumatore finale potrebbe non esserne a conoscenza o non comprarlo se gli si richiede di andare sul sito Hasbro o HasLab.
Quindi ogni oggetto in più a catalogo viene pubblicizzato, spinto dal commerciale/rappresentante di zona al LGS, dall’LGS al cliente finale. Questo genera product fatigue.
Immaginando su MTG vorrebbe dire che ogni espansione di Mtg (dopo le 300 carte, i secret lair, le serializzate, le foil strambe, etc) ha anche un Cluedo a tema, o un Monopoli, o una action figure, o un bundle con segnalini in plastica brandizzati per l’espansione o un portamazzo, o dei tappetini o altro. Anche questo non genera una product fatigue?

Stesso se fosse D&D: manuali + avventure + serie di dadi customizzati per avventura + segnapunti per i caster + segnapunti per non caster + segnapunti per barbaro (con il numero di Ire rimaste) + tabellone per il DM, etc.
Poi esce un altro libro per una classe caster e rifanno tutto il contenuto per quella classe, anche i dadi, il segnapunti per la sua classe specifica, delle carte per i nuovi incantesimi, nuove statuette per le creature evocate, nuove statuette per i nemici, etc.
Anche questo può essere product fatigue.

A me quello che fa veramente rabbia è che hanno comprato una azienda, l’hanno tenuta per qualche anno e poi è stata venduta con una perdita enorme (viene citata nel video) ed il CEO si prende anche 9,4 M$ (tra stipendio, stock options, etc.) e la soluzione per rimettere tutto contabilmente “a posto” è licenziare 1100 persone.

Bello. Quante persone corrispondono a 9,4 M$ in termini di salario?
Se lo meritasse e i risultati dell’azienda fossero eccelsi, il salario del Ceo/top management passerebbe in secondo piano, ma purtroppo, visti i risultati, questo non è possibile.

Ma appunto, le mie sono idee a cazzo, ma mi pare meglio di qualunque cosa la Hasbro stia facendo.
Hai D&D e magic a pieno successo, però il resto delle produzioni è in gigaperdita. Taglia e reinvesti! Chi te lo fa fare di produrre 200 versioni di Monopoli che poi non vendi? Produci accessori per D&D.

Anche perchè di prodotti extra ne producono eccome! Per un lungo periodo, insieme ad un avventura pubblicata di D&D, usciva anche un gioco da tavolo annesso! Cerca ad esempio “Dungeons & Dragons: Caos a Neverwinter”.
E mi immagino proprio che nessuno se li filasse certi prodotti. Chi me lo fare di impararmi un nuovo gioco da tavolo ogni 3 mesi che esce un’avventura? Con accessori inutili per D&D “vero” poi! Non era meglio investire in un’edizione “fisica” dell’avventura, con gli scenari, le miniature dei nemici, carte e schede reminder?

Io parlo per quello che serve a me e al mio gruppo. Ed è evidente che:

  • il sistema di schede cartaceo fa pietà. Ma non ho voglia di spendere 30 e passa euro su etsy per una “scheda” di una sola classe. Hasbro producimela in massa e con minor costo.
  • un segna-iniziativa. L’oggetto più utile per ottimizzare i tempi. Anche qui tante alternative casalinghe da comprare o creare, possibile che la Hasbro non proponga nulla?
  • mappa/griglia. Noi usiamo una griglia scrivibile a pennarello, amatoriale. Anche qui la Hasbro potrebbe rilasciarne una ad ogni avventura, così da averla “coordinata”. Io personalmente vorrei dei veri e proprio scenari 3D con la griglia, dei piastroni a tema caverna/bosco/città etc di plastica e con la griglia già impressa. Nessuno vende cose del genere o quasi.
  • miniature personalizzabili. Ambizioso, vero, però secondo me ci sarebbero dietro parecchi soldi. Se ce l’ha fatta Heroforge non ce la può fare la Hasbro?

La verità però è che più facile licenziare gente e tornarsene a casa con 9 milioni piuttosto che affrontare qualche rischio.