[center][rimg]https://cards.scryfall.io/large/front/4/7/4762ac9c-665a-4a22-8702-e883b97f1d5f.jpg?1629920116[/rimg][/center]
Ho notato che di tanto in tanto su blogatog Mark Rosewater se ne esce con delle risposte un po’ strane. Non volendo credere che sia completamente colpa dell’abuso di pervitin apro questo topic per chiunque volesse chiedere lumi riguardo argomenti che escono su blogatog e che non sono associabili a nessun altro topic del forum
Penso che possa essere o una imposizione del marketing (in modo che non possa essere non vista) o una questione logistica (sono a doppia faccia in modo da essere “neutra”/ non essere legata al set specifico e possono essere stampate più facilmente in serie)?
Nel senso, dedicare uno slot completo carta (fronte/retro) solo per le advertising forse semplifica il calcolo degli spazi per i token, etc.
Essere a doppia faccia gli dovrebbe “garantire” che venga visto da tutti quelli che aprono un pacchetto e non venga “coperta” da un token o un’altro oggetto e passi inosservata.
Può essere che i codici di Arena vengano abbinati/attivati all’espansione solo quando inseriti nel pacchetto?
Parlando nelle meccaniche ipotizzate per LCI, compare l’idea di una meccanica simil-dominio, non legata alle terre ma legata ai colori dei permanenti:
L’ultima parte accenna al fatto che facilmente questo “cut content” da LCI verrà riutilizzato, esattamente come LCI è nato dal Cut Content di BRO?
Immaginate che questo possa accadere nel giro di un paio di anni? Ovvero che MaRo lo metta subito nel primo slot disponibile per il design? Oppure è già possibile che sia nei prossimi set in arrivo, tipo in Karlov Manor?
Questa cosa è molto casuale, le meccaniche in questione potrebbero apparire anche nel prossimo set in teoria, così come tra sette anni. Né il primo, né il secondo sarebbero i primi casi del genere.
Ricorda che Maro scrive sempre (per sua ammissione e direi anche giustamente) come se non sapesse cosa c’è nei set futuri.
Vero, potrebbe essere domani o tra 7anni.
Però l’idea di avere due tendpole set, uno di fianco all’altro, mi viene da pensare che possa essere derivato dalla stessa “origine”, poi splittata in due set ed poi associata a due flavour differenti, Ixalan e Ravnica appunto.
Mi dà la stessa sensazione di quando hanno cambiato il modello dei blocchi e hanno messo i ritorni a Zendikar e Innistrad per avere spazio a programmare i set successivi.
Lo stesso mi sembra che possa avvenire qui. Avevano delle idee meccaniche ma non riuscivano a trovare una identità coesa, hanno tagliato il set in due e gli hanno dato un flavour a seconda del piano più “vicino” tematicamente e amato dai fan per guadagnare tempo a ristrutturarsi.
Magari in sovrapposizione stavano realizzando i set per gli UB ed hanno un po’ sacrificato gli altri set in produzione.
Pongify è uscita nel 2007, non giocavo ancora a Magic al tempo, ti prego
la più recente di queste carte è del 2021, conoscendo il modo con cui prendono le decisioni quelli della Wizards non mi stupirebbe che “we stopped doing X” significasse “abbiamo deciso settimana scorsa di smettere, ma bisogna vedere come va la riunione dei creatori di carte blu che esiliano o distruggono con una pedina come rimpiazzamento anonimi”
Era ora finalmente! E ci voleva la laurea! Basta inquinare le mie partite commander con questa melma!
Conta che una carta uscita nel 2021 loro la ideano nel 2019 circa, quindi sarebbero un 4 anni che hanno deciso di non fare più effetti del genere. Meno male!
Se non ricordo male aveva parlato di ravenform dicendo che nonostante ci fosse foretell la carta era poco utile e si ritorceva abbondantemente contro il giocatore. Forse si complicava anche la gestione della board.
Devo dire che il concetto era bello ma poco applicabile al gioco. In ogni caso non mi dispiacerebbe se saltasse qualche rimozione seria che non tappi semplicemente le creature ([card]mucho texto[/card] sto parlando di te)
Buongiorno, dato che penso sia interessante e visto che la spoiler season è finita, vorrei portare alla vostra attenzione un paio di post di MaRo su blogatog riguardanti il tema della diversità in magic.
Allora… spero di non triggerare nessuno con la mia opinione, ma di fare il buonista non ho voglia.
Maro la cerca facile, prende un messaggio con retorica transfobica spicciola e prova giustamente a dunkarci sopra.
E fallisce male. Il suo punto 2 ha poco senso, io lo trovo aberrante. Il fantasy usato come veicolo per mantenere il potere e il privilegio dello status quo? Ma quando mai?
Io davvero non posso credere che qualcuno lo pensi seriamente. E chi lo penso… perchè cacchio allora si sta appassionando al fantasy? Che senso ha entrare in un hobby che tu ritieni marcio e cercare di sovvertirlo? Mi pare follia pura.
Il fantasy è sempre stato inclusivo, promuove la convivenza di specie e culture diverse, il superamento degli stereotipi e spesso può essere usato per parlare in modo efficacie di tematiche delicate ai più giovani. Quando cacchio questa cosa è stata usata dai privilegiati? Solo perchè nel signore degli anelli sono tutti bianchi? Grazie al cazzo, l’Inghilterra degli anni 20 non è la San Francisco degli anni 2000.
Io non capisco proprio come si possa essere un creativo in ambito fantasy e avere un opinione così… sbagliata? Distorta? Misguided? Idk…
E quando scrive “modern fantasy is more reflective of the actual world”, sta trasformando il genere in qualcos’altro. Il fantasy non deve riflettere il mondo attuale. Deve essere fantasy. Deve parlare di altri mondi che agiscono basandosi su promesse diverse dal nostro. Come cacchio si fa a scrivere fantasy e a non realizzare questa cosa?
Nel secondo post quasi peggio. Anche qui c’è il messaggio strappalacrime buonista e, per carità, nessuno vuole escludere nessuno… ma certi punti non c’entrano proprio NULLA con il discorso, sembrano solo lui che non capisce il genere letterario di cui sta scrivendo.
Alcuni passaggi:
Zio, è un fantasy. Non è Schindler’s List. L’autobiografico è un genere diverso. Cosa cacchio mi rappresenta questo esempio. Se stai scrivendo un film FANTASY sulla mia vita, DEVI mettere cose e persone che non sono mai successe. Fantasy. Fantasia. Come fa a non essere chiaro?
Ancora una volta, non è compito del genere fantasy riflettere il mondo reale.
E anche qui, che cacchio vuol dire? Qual’è l’esperienza che una donna di colore avrebbe aggiunto al personaggio di Sisay? Personaggio che viene da un altro mondo rispetto al nostro e che quindi ha subito o non ha subito cose diverse per via del colore della sua pelle. Cosa c’entra l’esperienza di una donna nera di Detroit con una spadaccina di Zhalfir bioingegnerizzata da Urza?
Già nel mondo reale, l’esperienza di un nero negli USA e l’esperienza di un nero in Uganda sono diversissime. Qua parliamo di mondi dove elfi, draghi e goblin esistono. I neri hanno subito schiavismo, razzismo e ghettizzazione in tutti questi mondi?
Se devo scrivere di un personaggio nero, devo quindi per forza intervistare un nero per chiedergli come fare? Questo ha ovviamente senso se sto scrivendo un romanzo storico: se parlo del razzismo nell’America degli anni '60, io non l’ho sperimentato, devo chiedere a qualcuno che ne sa. Ma anche in questo caso… sono generi diversi! Se parlo dell’avventura di una tribù muragandiana che cerca il grande dinosauro in mezzo al campo di isole asteroidi, cosa mi puoi dire un nero che io non so, e che lui sa solo perchè è nero?
Se scrivo di una persona verde allora che faccio? Mi inculo perchè nessuno al mondo è verde, nessuno può sapere cosa si prova?
Chiudo con una frase di G R R Martin, spesso lodato per i suoi personaggi femminili scritti molto bene. Quando gli hanno chiesto come faceva, lui ha dichiarato: “ho sempre considerato le donne come persone”. A questo punto mi pare che questo discorso non si applichi ai neri, secondo maro.
Questo è solo un appunto personale, ma Sisay aveva molta più personalità di Kaya, Samut, Saheeli, Huatli e tutte le altre 200 planeswalker di colore che ci hanno schiaffato una dietro l’altra e che non hanno assolutamente una personalità o una storyline coerente. Questo spinta “DEI”, “woke” o progressista come la volete chiamare mi pare una mano di pittura che nasconde le crepe nel muro. Ecco perchè, nonostante tutta questa consapevolezza razziale, non abbiamo ancora un set su Jamuraa/Zhalfir/piano di Aminatou, qualcosa a chiaramente tema africano. Non saprebbero scriverlo, nonostante tutte le persone di colore a cui possono chiedere.
Boh, mi pare che siamo arrivati al punto in cui dei cosiddetti “fan” del genere giallo chiedono: ma ci deve sempre un crimine in queste storie? Non possiamo fare storie in cui va tutto bene? NO CAZZO. è la base del genere. Se non ti piace leggi altro.
Concludo con un’ultima provocazione: abbiamo recentemente avuto dei redesign dei goblin perchè antisemiti. Alcuni personaggi come Krenko o il dockside extorsionist potevano (secondo alcuni) essere intesi come caricatura degli ebrei. Ora il nostro caro Mark Rosewater, capo creativo, ebreo come ci ricorda lui stesso… perchè non si è accorto di un cacchio? Perchè in più di 10 anni che Krenko esiste non ha detto nulla. Nonostante lui sia ebreo e, come detto dal suo discorso, la sua esperienza e le difficoltò che ha vissuto lo qualifichino a rappresentare adeguatamente l’esperienza di vita degli ebrei nei media. Dovrebbe essere ben consapevole di come agisce l’antisemitismo e poterlo contrastare. Invece sono dovute arrivare le consultant companies anni dopo a tirar fuori la questione. Sarà che son tutte cazzate, create ad arte per specularci sopra?
Riporto quanto detto su whatsapp, edulcorato per un pubblico adulto.
Purtroppo non scrivo più molto sul forum, ma di tanto in tanto lo seguo e, sarà aneddotico, ma vedo che le conversazioni si stanno spostando sempre di più a battaglie di frasi fatte e iperboli.
Il discorso che fa Maro è molto semplice:
Non sentirsi inclusi non è bello
Quando provano ad includerti senza sapere niente di come funziona la tua vita, anche quello non è particolarmente bello
Esempi vari, tra cui il famoso esempio su Sisay, in cui Maro fa mea culpa dicendo che quando hanno fatto il personaggio, l’hanno scritto dalla prospettiva di due maschi bianchi. Tendenzialmente, due maschi bianchi difficilmente sanno quali siano (o se ci siano) particolarità che rendono la vita di una donna nera diversa da quella di un maschio bianco. Questo è un errore in fase di scrittura: se si vuole scrivere un bel personaggio, è prassi fare le giuste ricerche.
Significa forse che Sisay è un brutto personaggio? No.
Significa che Maro non è contento di Sisay? Nì. “And while I’m proud, in general, of our work on the Weatherlight Saga, I don’t think we did justice to Sisay as a character.” Maro riconosce che si può migliorare lato scrittura.
Per fare un esempio che sono sicuro ci tocchi tutti: Decido di scrivere un libro su Rancore, un giocatore di Magic. Dico che Rancore è molto contento di andare al bar, tirare fuori i dadi e di giocare fino a tarda notte con i suoi amici finché qualcuno non arriva all’ultima casella del tabellone. I giocatori di Magic che leggeranno il mio libro non penso si sentiranno particolarmente rappresentati: quasi nessuno gioca al bar, a magic non si usano dadi, ecc.
Eh però, è un fantasy. E si parla di gente che gioca a Magic! Non si può neanche integrare sempre tutto quello che vivono i giocatori di Magic!
Ecco, Maro dice solo che questo non è il modo che bisognerebbe usare per scrivere un personaggio.
Poi vabbè, a questo si aggiunga che il tizio che scrive a Maro, e quello che ha scritto il messaggio prima, non ha una mezza idea di come parlare con le persone. Maro giustamente si concentra sui termini Pushing, o sulla questione Trans nel messaggio prima. Parlare per iperboli non è il modo per vincere una discussione, nè tantomeno per proporre una posizione. Quando leggo cose tipo
“Non credo che l’esperienza di discriminazione che ha subito un nero nei quartieri poveri di Detroit, per quanto toccante, possa essere essenziale”
dico boh, allora questa persona non ha capito niente. E’ ovvio che non si parla di quello ed è un’esagerazione per un fine non molto chiaro. Si parlava solo di fare le giuste ricerche prima di parlare di qualcosa.
Vabbè. La mia posizione è solo che il testo va compreso. Tra l’altro mi dà sempre fastidio passare come il paladino di certe cose, perché, a valle di aver compreso il testo, non sono d’accordissimo su tutto quello che dice Maro. Secondo me, non necessariamente in Magic, ma ci sono situazioni in cui certe caratteristiche vengono pubblicizzate “apposta”. E se è cattiva scrittura scrivere senza sapere niente di quello di cui si parla, lo è anche scrivere esagerando determinati comportamenti.
Ma, per rimanere nel discorso di Maro, quanto scrivo sopra lo dico da maschio bianco cis. Non so quanto siano normali certi comportamenti e sicuramente certe cose, che dovrebbero essere piccole, le ingigantisco perché mi sono esotiche. D’altra parte, sono convinto che anche esagerare certe caratteristiche sia controproducente anche per chi ha quella caratteristica: un nero non è solo un oppresso dei quartieri poveri di Detroit, un trans non è solo uno che si veste sempre arcobaleno e odia suo padre, e così via.
E’ evidente che la convergenza a un modo di scrivere inclusivo preveda overshooting in direzioni opposte: prima troppo poco, poi troppo, poi troppo poco, poi troppo, finché non si troverà la quadra.
Nel frattempo, il mio consiglio è comunque di essere più come Maro, che come quello che gli ha scritto, a prescindere dalle proprie opinioni.
Sarà un mio limite, ma io non capisco che ricerche vadano fatte. Ripeto, non stiamo parlando di un romanzo storico.
Le mie non sono iperboli, sono esempio pratici. Perchè la praticità è quello che manca in tutti questi discorsi. Scrivo un fantasy: nel mondo fantastico di Svarvarovia, gli umani sono in guerra con delle piovre senzienti. La mia storia si concentrerà su un gruppo di soldati di elite che devono cercano un’arma antica che possa ribaltare le sorti della guerra. Questi protagonisti sono 5: tra di essi ci sono due donne e un uomo di colore.
Che ricerche devo fare? Il nero è un marziano, la cui fisiologia mi è ignota e che io non posso comprendere? La sua psicologia mi è aliena e io non posso rappresentarla tramite scrittura senza aver prima ricevuto un’imbeccata da una persona reale? Io posso immagine come un bianco reagirà in un mondo dominato dalle piovre, ma non ho idea di come un nero reagirà nella stessa situazione?
Io sai, sarò rimasto indietro, ma ho sempre pensato che le persone di colore (e di tutte le altre etnie diverse dalla mia) fossero essere umani esattamente come me. Con la stessa biologia, la stessa fisiologia, gli stessi istinti, le stesse pulsioni. Nel mondo reale poi le differenti esperienze di vita vissuta e i differenti contesti ci possono rendere diversi. Ma di base siam tutti uguali. Il nero c’ha tanta melanina, io ne ho di meno. Fine. Di fronte alle piovre senzienti assassine, siamo tutti uguali. Al massimo io ho bisogno di più crema solare.
Continuo a chiedermi “che ricerche sono necessarie”. Tutti a dire che è necessario avere l’esperienza diretta, ma perchè? Qualche esempio pratico? Io non ne vedo. Mi pare si parli tanto di aria fritta, con tanti buoni sentimenti per far sembrare cattivo chi si lamenta. Sarà anche che all’atto pratico grazie a questa nuova filosofia ci ritroviamo con personaggi come Sita Varma, scritti in modo ORRENDO, e quindi io sono ancora più scettico di questo approccio molto bello, molto buono, molto politically correct, ma anche molto fumoso e poco chiaro all’atto pratico. Viva Sisay tutta la vita.
E poi rigiro la questione: tutti gli scrittori di colore devono avere un consulente bianco per scrivere personaggi bianchi? Uno scrittore gay ha bisogno di consulenze per scrivere personaggi etero? Una donna che scrive personaggi uomini? Fin dove si estende il discorso?
Giustissimo, ma non si può usare l’esistenza di opinioni omotransfobiche, razziste o simili per giustificare idee che comunque non hanno senso. Se devo scegliere tra essere come maro oppure l’altro tizio non scelgo nessuno, mi scrivo il mio fantasy come il fantasy comanda e son felice.